28 giugno 2019

Hammer Fist Allenamento Colpitori

Nelle arti da combattimento oltre alle forme si deve allenare anche la capacità di colpire un bersaglio in movimento alle varie distanze e in sequenze diversificate, in tal modo si prepara l'atleta alle molteplici situazioni che si possono presentare in combattimento.

Buona visione.










23 giugno 2019

Arti Marziali e Meditazione


La nascita delle arti marziali si perde nella notte dei tempi...
L'uomo sin dalla sua nascita ha dovuto combattere per la propria sopravvivenza, le antiche civiltà di tutto il mondo hanno sviluppato ed utilizzato un proprio modo di combattere, alcuni di questi sistemi sono sopravvissuti e sono giunti fino ai nostri giorni sotto forma delle diverse Arti Marziali.
In generale possiamo dire che vi è una grande distinzione tra le arti marziali occidentali e quelle orientali, ciò che le differenzia è il tessuto strorico-filosofico che le due culture hanno sviluppato. In occidente, dopo la scissione tra mente e corpo sostenuta a partire dal filosofo greco Socrate, ogni attività umana venne suddivisa in due ambiti ben distinti, quello del corpo (poco pregiata) e della mente (elevata a massima forma ), questo pensiero ha condizionato anche lo sviluppo delle arti marziali che essendo ritenute puramente fisiche sono giunte a noi come forma sportiva (pugilato, lotta greco-romana, atletica).
Diversamente le arti marziali orientali, non avendo subito la suddivisione mente-corpo sostenuta dai filosofi greci, hanno mantenuto un atteggiamento più introspettivo, dove la formazione fisica (esterna) era compensata da una pratica mentale (interna). Le arti marziali orientali sono sopravvissute fino ai nostri giorni sia come sport (Judo, Karate Giapponese, Thai Boxe, Sanda, Wushu...) sia come mezzo per l'accrescimento del proprio benessere fisico oppure per la propria crescita interiore (Thai Chi Chuan, Aikido, Ba Gua Zhang, Karate di Okinawa...).

Le varie arti marziali orientali nel corso dei secoli si sono arricchite di un percorso introspettivo inserendo nel loro bagaglio tecnico e teorico i precetti filosofici delle grandi tradizioni yoga, buddista e taoista.

Per spiegare la connessione che vi è tra corpo e mente, azione e meditazione che vi è nelle arti marziali prenderò ad esempio il Kung Fu della Cina del sud che studio da anni.

Le origini di molti sistemi di Kung Fu vengono fatte risalire al monastero di Shaolin. In passato i monaci del tempio passavano molte ore della giornata a studiare i testi sacri (sutra) e a meditare seduti nella posizione del loto, tutto ciò debilitava il fisico e creava uno stato di illusione che allontanava i monaci dalla realtà portandoli a ricercare un passato mistico.
Per porre termine a questa falsa condizione venne introdotta la pratica delle arti marziali all'interno del monastero, in questo modo i monaci rinforzarono il corpo, indebolito dalle lunghe ore di permanenza nella posizione seduta, cercando di perseguire il distacco (detachment) alla ricerca del vero presente. Praticando le arti marziali la loro mente non poteva estraniarsi dalla realtà ma era concentrata nel vivere interamente, corpo e mente il momento, il “Qui e Ora”.

Questi sistemi che affondano le proprie conoscenze nella Tradizione Shaolin, di cui hanno mantenuto tutto il curriculum meditativo del Buddismo Chan, permettono di mettere in pratica antichi concetti e teorie filosofiche come i concetti dei "5 Elementi", l'equilibrio tra "Yin e Yang" o l'applicazione del "Detachment" in ogni contesto quotidiano.

Ogni movimento o tecnica di questi sistemi si rifanno ai principi yin – yang, concetti filosofici sul dualismo yin - yang che rispecchiano l'idea di equilibrio universale il quale si riflette in ogni cosa o azione.

Per ciò che riguarda la mia scuola di Kung Fu, utilizziamo spesso termini come 5 energie esterne, 5 energie interne, rilascio di energia, energia d'impulso ecc... Questi non sono concetti puramente astratti che appartengono alla metafisica ma sono concetti che esprimono movimenti e reazioni fisiche, che eseguiamo con il nostro corpo.

Le scuole di Arti Marziali prendono in considerazione lo stato psico-fisico dei propri studenti ed offrono loro un programma strutturato che, attraverso lo studio dell'Arte Marziale, permette di rafforzare la propria sfera emotiva e combattere lo stress.

La parola stress non e' solo un vocabolo che e' entrato a far parte del nostro vocabolario... e' una condizione psico-fisica che ormai fa parte del nostro metabolismo!!!
Le condizioni di stress negativo possono essere causate da situazioni esterne incontrollabili ma anche da cause che dipendono dalla qualità delle nostre reazioni ad esse. Ciò causa frustrazioni e blocchi comportamentali con ansie, paure che ci fanno sentire frustrati ed insoddisfatti.

La pratica del Kung Fu permette di liberarsi dallo stress e di riappropriarsi del proprio equilibrio psico-fisico. Si impara a gestire lo stress scaricando prima l'attivazione procurata dagli agenti stressogeni per passare in un secondo momento alla tecnica di rilassamento.
Le lezioni sono strutturate in modo da avere diverse fasi di lavoro suddivise in: Rilassamento, Ricarica energetica e Ritorno alla Calma.
In questo modo lo studente viene guidato inizialmente a scaricare la tensione accumulata per poi ricaricarsi attraverso un accurato lavoro sulla postura e il respiro, in ciò che noi chiamiamo Meditazione Attiva.

Purtroppo ai nostri giorni la meditazione appare come una perdita di tempo, un'attività che evoca usanze di un lontano passato o un'attività Hippy. I media continuano a proporre modelli di comportamento che tendono a enfatizzare la mondanità e lo sfarzo, si viene così plagiati alla vita frenetica, ai numerosi impegni che ormai sembrano assere più importanti della famiglia, all'apparire a tutti i costi e con qualsiasi mezzo.
Ormai fermarsi a riflettere, a meditare, prendersi il tempo per curare il proprio spirito viene visto come una perdita di tempo!!!
In tutto ciò si evidenzia come viene progressivamente a mancare il concetto di "individuo" inteso come singolo soggetto che ha il diritto di essere considerato, anche se dissente dal pensiero comune.
Manca un'educazione all'introspezione, non viene più posto il singolo individuo come parte integrante del gruppo al quale può dare un contributo in termini di crescita e sviluppo. Il singolo è visto come prodotto del gruppo al quale deve piegare il proprio volere ed uniformarsi senza diritto di replica altrimenti rischia l'emarginazione.
Nelle Arti Marziali lavoriamo per uno sviluppo completo della persona, oltre all'aspetto marziale viene dato molto valore al lavoro interiore, alla formazione della propria personalità libera da preconcetti ed ego, alla formazione di individui che possano integrarsi liberamente con la massa restando se stessi.

Noi siamo tante gocce d'acqua che formano l'oceano, più siamo pure più l'oceano sarà limpido.

Non esistono tecniche "esoteriche o magiche" che trasformano lo studente in un asceta, si tratta di un percorso fatto di puro allenamento e determinazione, un percorso dove passo dopo passo attraverso il corpo (prima) e la mente (dopo) ci si appropria, rendendoli parte della propria persona, di tutti quei principi che il Buddismo Chan insegna.

Quando uno studente inizia a praticare in una nostra scuola allena delle tecniche marziali che si basano sui seguenti concetti Corpo Mente ed Energia.

Corpo perchè tramite le tecniche marziali lo studente esegue dei movimenti fisici che vanno a sollecitare muscoli, tendini e ossa. Mediante gli allenamenti lo studente diventa più consapevole del proprio corpo, si esercita al controllo dei muscoli mantenendoli rilassati per eseguire movimenti che sfruttano la forza tendinea, egli concentra il controllo sugli arti per renderli duri dentro e morbidi fuori, controllerà i tendini delle braccia e delle gambe, renderà il corpo rilassato e ugualmente stabile secondo i principi Taoisti dello Yin e Yang in modo da poter lasciar scorrere via tutte le tensioni prodotte dagli agenti stressogeni e liberarsi dei blocchi.
Lavorando sulle proprie tensioni fisiche è inevitabile prendere coscienza su ciò che le genera avviando così un circolo che porta anche ad un rilassamento mentale.
Noi siamo ciò che pensiamo e pensiamo in relazione al nostro stato fisico...

Mente perchè lo studente durante gli allenamenti delle forme e con i compagni lavora sul proprio intento e le proprie emozioni. Dietro ogni movimento vi sarà l'intento che lo guida, in modo da essere presenti in ogni parte del corpo, le emozioni verranno tenute sotto controllo mediante la messa in pratica dei concetti filosofici da cui l'arte prende spunto.

Energia intesa come forza vitale, il respiro. Il ciclo di inspirazione ed espirazione sarà tenuto separato dalle azioni e dalle emozioni.

La capacità di eseguire tutti questi concetti dona allo studente dei benefici che si traducono nella capacità di riuscire a restare calmi vivendo ogni situazione in modo distaccato senza farsi travolgere dagli eventi., nel “qui ed ora”

Più si avanza nello studio del Kung Fu più ci si addentra nel lavoro interno del sistema e, a livello energetico, vengono studiate le reazioni generate da un attacco avversario secondo gli schemi energetici correlati ai 5 elementi esterni (Legno, Metallo,Fuoco, Acqua, Terra).
Qui lo studente per eseguire le tecniche richieste eseguirà dei movimenti di espansione e contrazione, spinta e assorbimento, lente o veloci, plasmerà la propria mente rendendola calma e pronta ad ogni situazione.

Ad ogni azione corrisponde sempre una reazione (Karma), questo vale in un combattimento e nella vita quotidiana.

Da ciò si capisce che ad un lavoro esterno corrisponde un lavoro interno che man mano cresce di pari passo e forma lo studente sia nel corpo che nello spirito.

Il fine ultimo nella crescita evolutiva di un artista marziale è il raggiungimento del principio Buddista del Distacco.
Il Distacco (Detachment) è molto importante sia sul piano emotivo che su quello Fisico.
Il termine "Distacco" viene spesso utilizzato nel Buddismo ed è inteso come un mezzo per poter sviluppare e coltivare l'equanimità e la vera compassione estendendola a tutti gli esseri senzienti, spesso questo termine viene erroneamente interpretato come indifferenza verso tutto.
Nella mia scuola di Kung Fu il termine "Distacco" ha un significato su più livelli, esso viene utilizzato sul piano fisico con gli allievi per descrivere il raggiungimento di una condizione fisica, ad esempio la capacità richiesta di isolare uno o più distretti corporei dal resto del corpo per ottenere una tecnica efficiente.
Ad uno step successivo il distacco viene sviluppato per imparare a superare la fatica ed il dolore causati dall'allenamento, in questa fase vi è un'interazione tra il corpo e la mente per raggiungere un unico obiettivo.
Infine il raggiungimento del vero Distacco ci permette di eseguire una tecnica realmente efficace perchè durante le varie fasi di sviluppo (prima solo fisico e successivamente fisico-mentale) il praticante acquisisce una positiva consapevolezza di sè e delle proprie capacità che lo lasciano indisturbato e libero di reagire in modo efficiente alle varie situazioni.

Sul piano emotivo l'assenza del Distacco influisce negativamente sulle reazioni agli attacchi le quali risulteranno più lente e inadeguate.

Per ciò che concerne la componente emotiva è fondamentale che lo studente si liberi del proprio ego. Per ottenere una tecnica efficiente lo studente deve raggiungere uno stato di distacco emotivo in modo tale da non condizionare il proprio movimento (ad es. il voler a tutti i costi affondare il proprio colpo crea un disequilibrio emotivo che coinvolge fisicamente la muscolatura interessata, la quale tende ad irrigidirsi).

Quanto descritto non è solo un impianto teorico aggregato al sistema di Kung Fu ma al contrario è la struttura che gli da forma.

In virtù di quanto esposto sopra, lo studente man mano che avanza nella sua pratica impara ad usare il proprio corpo secondo i concetti In e Yang. Insieme ai movimenti di attacco e di difesa altamente percussivi, l'allievo impara a saper sentire, ricevere e reindirizzare l'energia che gli viene scagliata contro dagli attacchi dell'avversario.

Una volta preso contatto con le braccia del compagno deve imparare ad "ascoltare l'energia" (Deng Keng), le braccia dello studente diventano uno strumento con il quale egli sente le pressioni e tramite le quali svilupperà una reazione efficiente.

I nostri esercizi di Niam Jiu (Chi Sao), dove gli studenti hanno le braccia a contatto ed imparano a reagire con delle reazioni riflesse alle pressioni del compagno, insegnano a non utilizzare la struttura del corpo per dare forza o per destabilizzare l'altro ma, all'opposto, permettono al praticante di deflettere o rompere le pressioni del compagno senza la pur minima spinta delle gambe o l'appoggio del proprio corpo armonizzandosi ad esso applicando fisicamente il principio del distacco nell'ambito del combattimento.

La pratica di un'Arte Marziale, come dice la parola stessa, va oltre la semplice tecnica marziale, essa si basa su un processo di sapere acquisito sia teoricamente che attraverso l'esperienza, dalla quale scaturisce una grande abilità fisica ed un cambiamento interiore.

L'Arte Marziale tradizionale, va intesa come una pratica svolta nell'osservanza di alcuni canoni codificati nel tempo a cui il praticante si deve conformare.

L'efficienza di un combattente non dipende soltanto dalla tecnica che ha studiato!

La reale efficienza deriva dalla completa formazione del combattente, si di una tecnica marziale, ma anche dalla formazione fisica, psicologica e spirituale; formazione basata sul sacrificio nel perseguire i canoni tradizionali della propria arte e nel raggiungere capacità sempre più elevate parallelamente ad una equivalente crescita interiore.
Si consegue uno stato mentale inalterabile che permette di affrontare le avversità restando calmi in modo tale da poter mettere in atto tutte le proprie potenzialità..
Lo studente sviluppa una maggiore intenzione, intesa come l'essere presente con tutto se stesso in ogni istante e in ogni azione.

Questo stato di consapevolezza porta al raggiungimento del distacco (Detachment) che da una prima frase puramente fisica si eleva ad uno stato mentale privo da contaminazioni esterne, permettendo così di giungere ad uno stato di "vuoto" dove non c'è più spazio per il proprio ego.

Questo è il vero risultato del Kung Fu e delle Arti Marziali, forgiare guerrieri dall'animo in pace.

Mediante un costante lavoro fisico (sacrificio) pian piano si va a plasmare il proprio stato emotivo-spirituale (passaggio) per poi ottenere una mente libera da ogni forma di pregiudizio e priva di ego (salvezza).

Da quanto detto risulta chiaro è un ottimo mezzo per elevare le proprie potenzialità umane.

Per quanto riguarda la formazione del carattere e la crescita interiore, un allenamento via via sempre piu' interiore va a forgiare il carattere ed a liberare la mente dai plagi che poco alla volta la nostra società ci ha instillato.
Giorno dopo giorno lo studente attraverso il duro allenamento, il sudore, i rituali ed il rispetto delle regole passa da un percorso puramente tecnico e fisico ad un nuovo percorso che lo porterà ad esplorare se stesso, alla tecnica si aggiungerà la consapevolezza, la consapevolezza delle proprie capacità e potenzialità.
Con il passare del tempo la ricerca della tecnica impeccabile si accompagnerà passo passo alla ricerca interiore, la quale andrà a completare l'espressione marziale dello studente rendendolo libero di eseguire i propri movimenti con la massima efficienza e spontaneità.

A questo punto lo studente consapevole delle proprie abilità cesserà di avere le proprie insicurezze e sarà libero da ogni conflitto interiore il che si rifletterà anche nella vita quotidiana e nei rapporti più distesi con il prossimo.

Alla fine di questo percorso lo studente sarà una persona nuova, una persona responsabile e consapevole, una persona non violenta.

Con la pratica delle Arti Marziali si fa ordine nella propria interiorità, imparando ad accettare ed accogliere ciò non ci piace per poi accompagnarlo fuori dai nostri pensieri senza creare blocchi o ansie, proprio come accade con le tecniche di combattimento.

Si impara a conoscere se stessi nella propria interezza, conoscere tutti i propri demoni interiori come la paura, la gelosia, la rabbia, l'arroganza.
Si coltiva la pazienza e la calma, si impara a non aver fretta nel cercare le risposte perchè le risposte sono davanti ai nostri occhi, a portata di mano, basta solo andare avanti e senza accorgersene, quando saremo in grado di accettarle saremo noi stessi a trovarle.
Nella pratica delle Arti Marziali ritroviamo noi stessi, riscopriamo le nostre potenzialità, la nostra unicità.

Ci si rende conto che chi è in guerra con gli altri esterna un grande conflitto che ha dentro se stesso.


Con la pratica delle Arti Marziali si è in pace con il mondo intero.








15 giugno 2019

Inizio Viaggio


Vi scrivo per la prima volta da questo blog carico di emozioni, come ogni partenza le aspettative sono molte, la voglia di fare è tanta e la speranza di riuscire nell'impresa è enorme.

Tramite questo blog voglio condividere tutte le mie esperienze nel campo delle Arti Marziali, chi avrà il tempo e la voglia di seguirmi avrà modo di leggere articoli e vedere video della mia scuola.

I progetti che ho sono tanti tra cui la collaborazione con colleghi Maestri di altre Arti Marziali con i quali abbiamo creato un gruppo di studio e ai quali chiederò di condividere con voi la loro esperienza e cultura marziale.

Lo sguardo è rivolto verso la meta... 
Ma nel frattempo gustiamoci il panorama durante il cammino.