La
nascita delle arti marziali si perde nella notte dei tempi...
L'uomo
sin dalla sua nascita ha dovuto combattere per la propria
sopravvivenza, le antiche civiltà di tutto il mondo hanno sviluppato
ed utilizzato un proprio modo di combattere, alcuni di questi sistemi
sono sopravvissuti e sono giunti fino ai nostri giorni sotto forma
delle diverse Arti Marziali.
In
generale possiamo dire che vi è una grande distinzione tra le arti
marziali occidentali e quelle orientali, ciò che le differenzia è
il tessuto strorico-filosofico che le due culture hanno sviluppato.
In occidente, dopo la scissione tra mente e corpo sostenuta a partire
dal filosofo greco Socrate, ogni attività umana venne suddivisa in
due ambiti ben distinti, quello del corpo (poco pregiata) e della
mente (elevata a massima forma ), questo pensiero ha condizionato
anche lo sviluppo delle arti marziali che essendo ritenute puramente
fisiche sono giunte a noi come forma sportiva (pugilato, lotta
greco-romana, atletica).
Diversamente
le arti marziali orientali, non avendo subito la suddivisione
mente-corpo sostenuta dai filosofi greci, hanno mantenuto un
atteggiamento più introspettivo, dove la formazione fisica (esterna)
era compensata da una pratica mentale (interna). Le arti marziali
orientali sono sopravvissute fino ai nostri giorni sia come sport
(Judo, Karate Giapponese, Thai Boxe, Sanda, Wushu...) sia come mezzo
per l'accrescimento del proprio benessere fisico oppure per la
propria crescita interiore (Thai Chi Chuan, Aikido, Ba Gua Zhang,
Karate di Okinawa...).
Le
varie arti marziali orientali nel corso dei secoli si sono arricchite
di un percorso introspettivo inserendo nel loro bagaglio tecnico e
teorico i precetti filosofici delle grandi tradizioni yoga, buddista
e taoista.
Per
spiegare la connessione che vi è tra corpo e mente, azione e
meditazione che vi è nelle arti marziali prenderò ad esempio il
Kung Fu della Cina del sud che studio da anni.
Le
origini di molti sistemi di Kung Fu vengono fatte risalire al
monastero di Shaolin. In passato i monaci del tempio passavano molte
ore della giornata a studiare i testi sacri (sutra) e a meditare
seduti nella posizione del loto, tutto ciò debilitava il fisico e
creava uno stato di illusione che allontanava i monaci dalla realtà
portandoli a ricercare un passato mistico.
Per
porre termine a questa falsa condizione venne introdotta la pratica
delle arti marziali all'interno del monastero, in questo modo i
monaci rinforzarono il corpo, indebolito dalle lunghe ore di
permanenza nella posizione seduta, cercando di perseguire il distacco
(detachment) alla ricerca del vero presente. Praticando le arti
marziali la loro mente non poteva estraniarsi dalla realtà ma era
concentrata nel vivere interamente, corpo e mente il momento, il “Qui
e Ora”.
Questi
sistemi che affondano
le proprie conoscenze nella Tradizione Shaolin, di cui hanno
mantenuto tutto il curriculum meditativo del Buddismo Chan,
permettono di mettere in pratica antichi concetti e teorie
filosofiche come i concetti dei "5
Elementi",
l'equilibrio tra "Yin
e Yang"
o l'applicazione del "Detachment"
in ogni contesto quotidiano.
Ogni
movimento o tecnica di questi sistemi si rifanno ai principi yin –
yang, concetti filosofici sul dualismo yin - yang che rispecchiano
l'idea di equilibrio universale il quale si riflette in ogni cosa o
azione.
Per
ciò che riguarda la mia scuola di Kung Fu, utilizziamo spesso
termini come 5 energie esterne, 5 energie interne, rilascio di
energia, energia d'impulso ecc... Questi non sono concetti puramente
astratti che appartengono alla metafisica ma sono concetti che
esprimono movimenti e reazioni fisiche, che eseguiamo con il nostro
corpo.
Le
scuole di Arti Marziali prendono in considerazione lo stato
psico-fisico dei propri studenti ed offrono loro un programma
strutturato che, attraverso lo studio dell'Arte
Marziale,
permette di rafforzare la propria sfera emotiva e combattere lo
stress.
La
parola stress non e' solo un vocabolo che e' entrato a
far parte del nostro vocabolario... e' una condizione psico-fisica
che ormai fa parte del nostro metabolismo!!!
Le
condizioni di stress negativo possono essere causate da situazioni
esterne incontrollabili ma anche da cause che dipendono dalla qualità
delle nostre reazioni ad esse. Ciò causa frustrazioni e blocchi
comportamentali con ansie, paure che ci fanno sentire frustrati ed
insoddisfatti.
La
pratica del Kung Fu
permette
di liberarsi dallo stress e di riappropriarsi del proprio equilibrio
psico-fisico. Si impara a gestire lo stress scaricando prima
l'attivazione procurata dagli agenti stressogeni per passare in un
secondo momento alla tecnica di rilassamento.
Le
lezioni sono strutturate in modo da avere diverse fasi di lavoro
suddivise in: Rilassamento, Ricarica energetica e Ritorno alla Calma.
In
questo modo lo studente viene guidato inizialmente a scaricare la
tensione accumulata per poi ricaricarsi attraverso un accurato lavoro
sulla postura e il respiro, in ciò che noi chiamiamo Meditazione
Attiva.
Purtroppo ai
nostri giorni la meditazione appare come una perdita di tempo,
un'attività che evoca usanze di un lontano passato o un'attività
Hippy. I media continuano a proporre modelli di comportamento che
tendono a enfatizzare la mondanità e lo sfarzo, si viene così
plagiati alla vita frenetica, ai numerosi impegni che ormai sembrano
assere più importanti della famiglia, all'apparire a tutti i costi e
con qualsiasi mezzo.
Ormai
fermarsi a riflettere, a meditare, prendersi il tempo per curare il
proprio spirito viene visto come una perdita di tempo!!!
In tutto ciò
si evidenzia come viene progressivamente a mancare il concetto di
"individuo" inteso come singolo soggetto che ha il diritto
di essere considerato, anche se dissente dal pensiero comune.
Manca
un'educazione all'introspezione, non viene più posto il singolo
individuo come parte integrante del gruppo al quale può dare un
contributo in termini di crescita e sviluppo. Il singolo è visto
come prodotto del gruppo al quale deve piegare il proprio volere ed
uniformarsi senza diritto di replica altrimenti rischia
l'emarginazione.
Nelle Arti
Marziali lavoriamo per
uno sviluppo completo della persona, oltre all'aspetto marziale viene
dato molto valore al lavoro interiore, alla formazione della propria
personalità libera da preconcetti ed ego, alla formazione di
individui che possano integrarsi liberamente con la massa restando se
stessi.
Noi
siamo tante gocce d'acqua che formano l'oceano, più siamo pure più
l'oceano sarà limpido.
Non
esistono tecniche "esoteriche
o magiche" che
trasformano lo studente in un asceta, si tratta di un percorso fatto
di puro allenamento e determinazione, un percorso dove passo dopo
passo attraverso il corpo (prima) e la mente (dopo) ci si appropria,
rendendoli parte della propria persona, di tutti quei principi che il
Buddismo Chan insegna.
Quando
uno studente inizia a praticare in una nostra scuola allena delle
tecniche marziali che si basano sui seguenti concetti Corpo Mente ed
Energia.
Corpo
perchè tramite le tecniche marziali lo studente esegue dei movimenti
fisici che vanno a sollecitare muscoli, tendini e ossa. Mediante gli
allenamenti lo studente diventa più consapevole del proprio corpo,
si esercita al controllo dei muscoli mantenendoli rilassati per
eseguire movimenti che sfruttano la forza tendinea, egli concentra il
controllo sugli arti per renderli duri dentro e morbidi fuori,
controllerà i tendini delle braccia e delle gambe, renderà il corpo
rilassato e ugualmente stabile secondo i principi Taoisti dello Yin e
Yang in modo da poter lasciar scorrere via tutte le tensioni prodotte
dagli agenti stressogeni e liberarsi dei blocchi.
Lavorando
sulle proprie tensioni fisiche è inevitabile prendere coscienza su
ciò che le genera avviando così un circolo che porta anche ad un
rilassamento mentale.
Noi
siamo ciò che pensiamo e pensiamo in relazione al nostro stato
fisico...
Mente
perchè lo studente durante gli allenamenti delle forme e con i
compagni lavora sul proprio intento e le proprie emozioni. Dietro
ogni movimento vi sarà l'intento che lo guida, in modo da essere
presenti in ogni parte del corpo, le emozioni verranno tenute sotto
controllo mediante la messa in pratica dei concetti filosofici da cui
l'arte prende spunto.
Energia
intesa come forza vitale, il respiro. Il ciclo di inspirazione ed
espirazione sarà tenuto separato dalle azioni e dalle emozioni.
La
capacità di eseguire tutti questi concetti dona allo studente dei
benefici che si traducono nella capacità di riuscire a restare calmi
vivendo ogni situazione in modo distaccato senza farsi travolgere
dagli eventi., nel “qui ed ora”
Più
si avanza nello studio del Kung Fu più ci si addentra nel lavoro
interno del sistema e, a livello energetico, vengono studiate le
reazioni generate da un attacco avversario secondo gli schemi
energetici correlati ai 5 elementi esterni (Legno, Metallo,Fuoco,
Acqua, Terra).
Qui
lo studente per eseguire le tecniche richieste eseguirà dei
movimenti di espansione e contrazione, spinta e assorbimento, lente o
veloci, plasmerà la propria mente rendendola calma e pronta ad ogni
situazione.
Ad
ogni azione corrisponde sempre una reazione (Karma), questo vale in
un combattimento e nella vita quotidiana.
Da
ciò si capisce che ad un lavoro esterno corrisponde un lavoro
interno che man mano cresce di pari passo e forma lo studente sia nel
corpo che nello spirito.
Il
fine ultimo nella crescita evolutiva di un artista marziale è il
raggiungimento del principio Buddista del Distacco.
Il
Distacco (Detachment) è molto importante sia sul piano emotivo che
su quello Fisico.
Il
termine "Distacco" viene spesso utilizzato nel Buddismo ed
è inteso come un mezzo per poter sviluppare e coltivare l'equanimità
e la vera compassione estendendola a tutti gli esseri senzienti,
spesso questo termine viene erroneamente interpretato come
indifferenza verso tutto.
Nella
mia scuola di Kung Fu il termine "Distacco" ha un
significato su più livelli, esso viene utilizzato sul piano fisico
con gli allievi per descrivere il raggiungimento di una condizione
fisica, ad esempio la capacità richiesta di isolare uno o più
distretti corporei dal resto del corpo per ottenere una tecnica
efficiente.
Ad
uno step successivo il distacco viene sviluppato per imparare a
superare la fatica ed il dolore causati dall'allenamento, in questa
fase vi è un'interazione tra il corpo e la mente per raggiungere un
unico obiettivo.
Infine
il raggiungimento del vero Distacco ci permette di eseguire una
tecnica realmente efficace perchè durante le varie fasi di sviluppo
(prima solo fisico e successivamente fisico-mentale) il praticante
acquisisce una positiva consapevolezza di sè e delle proprie
capacità che lo lasciano indisturbato e libero di reagire in modo
efficiente alle varie situazioni.
Sul
piano emotivo l'assenza del Distacco influisce negativamente sulle
reazioni agli attacchi le quali risulteranno più lente e inadeguate.
Per
ciò che concerne la componente emotiva è fondamentale che lo
studente si liberi del proprio ego. Per ottenere una tecnica
efficiente lo studente deve raggiungere uno stato di distacco emotivo
in modo tale da non condizionare il proprio movimento (ad es. il
voler a tutti i costi affondare il proprio colpo crea un
disequilibrio emotivo che coinvolge fisicamente la muscolatura
interessata, la quale tende ad irrigidirsi).
Quanto
descritto non è solo un impianto teorico aggregato al sistema di
Kung Fu ma al contrario è la struttura che gli da forma.
In
virtù di quanto esposto sopra, lo studente man mano che avanza nella
sua pratica impara ad usare il proprio corpo secondo i concetti In e
Yang. Insieme ai movimenti di attacco e di difesa altamente
percussivi, l'allievo impara a saper sentire, ricevere e
reindirizzare l'energia che gli viene scagliata contro dagli attacchi
dell'avversario.
Una
volta preso contatto con le braccia del compagno deve imparare ad
"ascoltare l'energia" (Deng Keng), le braccia dello
studente diventano uno strumento con il quale egli sente le pressioni
e tramite le quali svilupperà una reazione efficiente.
I
nostri esercizi di Niam Jiu (Chi Sao), dove gli studenti hanno le
braccia a contatto ed imparano a reagire con delle reazioni riflesse
alle pressioni del compagno, insegnano a non utilizzare la struttura
del corpo per dare forza o per destabilizzare l'altro ma,
all'opposto, permettono al praticante di deflettere o rompere le
pressioni del compagno senza la pur minima spinta delle gambe o
l'appoggio del proprio corpo armonizzandosi ad esso applicando
fisicamente il principio del distacco nell'ambito del combattimento.
La
pratica di un'Arte Marziale, come dice la parola stessa, va oltre la
semplice tecnica marziale, essa si basa su un processo di sapere
acquisito sia teoricamente che attraverso l'esperienza, dalla quale
scaturisce una grande abilità fisica ed un cambiamento
interiore.
L'Arte
Marziale tradizionale, va intesa come una pratica svolta
nell'osservanza di alcuni canoni codificati nel tempo a cui il
praticante si deve conformare.
L'efficienza
di un combattente non dipende soltanto dalla tecnica che ha studiato!
La
reale efficienza deriva dalla completa formazione del combattente, si
di una tecnica marziale, ma anche dalla formazione fisica,
psicologica e spirituale; formazione basata sul sacrificio nel
perseguire i canoni tradizionali della propria arte e nel raggiungere
capacità sempre più elevate parallelamente ad una equivalente
crescita interiore.
Si
consegue uno stato mentale inalterabile che permette di affrontare le
avversità restando calmi in modo tale da poter mettere in atto tutte
le proprie potenzialità..
Lo
studente sviluppa una maggiore intenzione, intesa come l'essere
presente con tutto se stesso in ogni istante e in ogni azione.
Questo
stato di consapevolezza porta al raggiungimento del distacco
(Detachment) che da una prima frase puramente fisica si eleva ad uno
stato mentale privo da contaminazioni esterne, permettendo così di
giungere ad uno stato di "vuoto" dove non c'è più
spazio per il proprio ego.
Questo
è il vero risultato del Kung Fu e delle Arti Marziali, forgiare
guerrieri dall'animo in pace.
Mediante
un costante lavoro fisico (sacrificio) pian piano si va a
plasmare il proprio stato emotivo-spirituale (passaggio) per
poi ottenere una mente libera da ogni forma di pregiudizio e priva di
ego (salvezza).
Da
quanto detto risulta chiaro è un ottimo mezzo per
elevare le proprie potenzialità umane.
Per
quanto riguarda la formazione del carattere e la crescita interiore,
un allenamento via via sempre piu' interiore va a forgiare il
carattere ed a liberare la mente dai plagi che poco alla volta la
nostra società ci ha instillato.
Giorno
dopo giorno lo studente attraverso il duro allenamento, il sudore, i
rituali ed il rispetto delle regole passa da un percorso puramente
tecnico e fisico ad un nuovo percorso che lo porterà ad esplorare se
stesso, alla tecnica si aggiungerà la consapevolezza, la
consapevolezza delle proprie capacità e potenzialità.
Con
il passare del tempo la ricerca della tecnica impeccabile si
accompagnerà passo passo alla ricerca interiore, la quale andrà a
completare l'espressione marziale dello studente rendendolo libero di
eseguire i propri movimenti con la massima efficienza e spontaneità.
A
questo punto lo studente consapevole delle proprie abilità cesserà
di avere le proprie insicurezze e sarà libero da ogni conflitto
interiore il che si rifletterà anche nella vita quotidiana e nei
rapporti più distesi con il prossimo.
Alla
fine di questo percorso lo studente sarà una persona nuova, una
persona responsabile e consapevole, una persona non violenta.
Con
la pratica delle Arti Marziali si fa ordine nella propria
interiorità, imparando ad accettare ed accogliere ciò non ci piace
per poi accompagnarlo fuori dai nostri pensieri senza creare blocchi
o ansie, proprio come accade con le tecniche di combattimento.
Si
impara a conoscere se stessi nella propria interezza, conoscere tutti
i propri demoni interiori come la paura, la gelosia, la rabbia,
l'arroganza.
Si
coltiva la pazienza e la calma, si impara a non aver fretta nel
cercare le risposte perchè le risposte sono davanti ai nostri occhi,
a portata di mano, basta solo andare avanti e senza accorgersene,
quando saremo in grado di accettarle saremo noi stessi a trovarle.
Nella
pratica delle
Arti Marziali ritroviamo
noi stessi, riscopriamo le nostre potenzialità, la nostra unicità.
Ci si
rende conto che chi è in guerra con gli altri esterna un grande
conflitto che ha dentro se stesso.

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